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Terremoto: continua lo sciame sismico nel territorio aquilano, disagi e paura tra la popolazione


 Il capoluogo abruzzese, già duramente colpito dalla scossa del 6 aprile del 2009, si trova di nuovo a dover fare i conti con la paura. Questa notte altre tre scosse hanno colpito il territorio aquilano, nella zona tra Montereale e Campotosto. Le scosse si sono susseguite nell'arco di un ora: alle 2,14 con magnitudo 2 e alle 3,06 e alle 3,13, con magnitudo 2 e 2.1. I comuni interessati da queste scosse sono stati Cagnano Amiterno, Capitignano e Montereale. Nella notte molta gente ha deciso di allontanarsi dalle proprie abitazioni e qualcuno ha deciso di restare a dormire fuori o in macchina. Il disagio è aumentato anche dal clima, infatti, le temperature nella notte hanno raggiunto minime anche di dieci gradi. Il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, preoccupato dal perdurare dello sciame sismico ha annunciato che il centro storico cittadino, riaperto solo di recente, rimarrà di nuovo chiuso fino a domenica. Il primo cittadino aquilano ha anche annunciato di aver dato mandato ai tecnici comunali per verificare i piani di sicurezza di tutti i cantieri del centro storico di L'Aquila.

Nell'ossessione delle case cadute, di Antonella Riviello

Nell'ossessione dei ritorni
le lamiere si son chinate
al peso metallico della notte.
Non rimane che l'accento incompreso
dei bimbi fra gli orfani massi
di una casa accasciata.
Non rimane che una donna a tentoni
con occhi di argilla alle finestre di nebbia.

Dai punti cardinali
raccolgono spiccioli di sole ... ma è triste ....
E' triste l'inverno sulle case cadute
a piramidi di frumento
in un cerchio allucinante fumo.
Gli esseri caduti con parole invisibili
siedono gli scanni inceneriti
dai trascorsi camini...

Vestita di pianto una colomba
disseta stanotte i campi abbandonati....
Nell'ossessione dei ritorni
rimangono volti di cera
contro spazi svuotati...
E l'ultimo cane in guardia
all'invisibile casa... Non è una fiaba!


http://stradedilatta.blogspot.com

immota manet




Tutto cambia perchè nulla cambi. Eppure qualcosa a L'Aquila è cambiato. E'cambiata la città, o meglio non esiste più la città. Non esiste più il centro storico ancora sommerso dalle macerieed è cambiata la dinamica sociale.
Le famiglie vivono in posti diversi, vicino a gente diversa. Non esistono più i quartieri storici e ne sono nati di nuovi a Bazzano, Sassa e dintorni.
Il centro storico di L'Aquila non è più un borgo medievale con chiese, palazzi, biblioteche e piazze. E' un centro commerciale con negozi, bar, pizzerie e librerie.
Ma molte cose sono rimaste uguali al 6 aprile. I palazzi al centro sono identici ai palazzi sventrati alle 3.32 del 6 Aprile. Le macerie sostano ancora nelle piazze, nei vicoli e nelle strade. Tutte le case con danni gravi giacciono in coma in strade abbandonate. Pettino è ancora un cimitero di palazzi abbandonati. E' rimasta uguale l'Italia dove cannibali distruggono le vite degli altri e usano come sciacalli le sofferenze altrui.