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Troppi i misteri intorno alla scomparsa di Sarah Scazzi

Sono passate due settimane dalla scomparsa di Sarah Scazzi dal suo paese, Avetrana. Il paese è stretto nell'angoscia e nella speranza di avere qualche notizia positiva su un suo eventuale ritrovamento. Ma, le possibilità di trovarla viva, col passare dei giorni diminuisce sempre di più e così aumenta il panico e la preoccupazione tra i concittadini.
E' un vero e proprio rebus la scomparsa di Sarah. Giovedì sera nel paese si è svolta una fiaccolata di solidarietà per la famiglia ma, i misteri, continuano ad avvolgere la quindicenne. Scoperti i tre profili su Facebook, e scoperto il fatto che sono stati utilizzati fino ad una settimana dopo della scomparsa Le indagini ancora non sono riuscite a  capire se si tratta effettivamente di un rapimento o di una fuga. Terrificanti le parole di Valentino Castriota, dell'associazione famiiglia fratelli ristretti: "È inutile nasconderlo. Viviamo nell´ incubo che sia successo qualcosa di terribile".

Padre Pio s.p.a




Padre Pio s.p.a. è un inchiesta di Current TV sulla figura di Francesco Forgione, noto come San Pio da Pietralcina, proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2002. 
Francesco Forgione è restato nel convento di San Giovanni Rottondo dal 28 luglio del 1916 fino alla sua morte, il 23 settembre del 1968. 
Questo paese in pochi anni si è trasformato in un enorme parco giochi cristiano, con un movimento incredibile di fedeli provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo.
Solo nel 2006 sei milioni di pellegrini sono arrivati a S.Giovanni Rotondo, una cifra pari ai fedeli in pellegrinaggio a Gerusalemme e nella terra santa.
"Una storia italiana sospesa tra miracolismo popolare e affarismo moderno". 
Dagli anni '50 San Giovanni Rotondo, da piccolo paese, si è trasformato in un grande centro per tutti i pellegrini del mondo. I viaggi organizzati per i pellegrini  sono organizzati dalle cooperative e dalle congregazioni religiose.  Con i soldi dei fedeli, nel piccolo borgo, si sono costruite chiese, centri di accoglienza, ospedali ma anche TV, giornali, calendari e rosari.
Dal 25 aprile del 2008 al 25 luglio 2008 sono arrivati in puglia circa 7.5 milioni  di fedeli, 15000 persone al giorno.
E' stata costruita anche una casa di riposo per i sacerdoti anziani, rimasta incompiuta per "colpa della crisi." Secondo i progetti, la salma di Padre Pio, sarà messa in una cripta d'oro all'interno di una chiesa progettata da Renzo Piano, la quale può arrivare ad ospitare fino a settemila persone. Tutto questo sarà ideato e costruito con i soldi delle offerte. II buisness della religione. 
Durante il documentario viene intervistato il portavoce dei cappuccini di San Giovanni Rotondo fra Antonio Belpiede; nell'intervista il frate difende l'uso delle offerte per creare la cripta d'oro nella quale sarà ospitata la salma del santo. L'oro, infatti,  sarà il simbolo della gloria di dio. 
Statuine, libri, acqua benedetta, santini, bancarelle, riviste, calendari e per finire anche la televisione. 
Tele Radio Pio trasmette in tutta Europa e nel mondo. Una miniera d'oro e d'affari.
San Giovanni Rotondo è una fucina di imprenditori delle preghiere che usano il brand Padre Pio per aumentare profitti e investimenti, usando la credulità popolare del mondo dei fedeli. 
Stefano Capannella direttore di Tele Padre Pio parla di statistiche, progetti, marchi, tv, classifiche, telespettatori, cifre, abbonati e pubblicità. Il maggior introito per la tv naturalmente proviene dalle offerte generose dei poveri cristiani.
Il primo commercio a San Giovanni Rotondo girò intorno alle stoffe intrise di sangue di Padre Pio. Ora si costruiscono anche ospedali.
L'ospedale Casa Sollievo della Soferenza, voluto da Padre Pio, fu costruito con finanziamente provenienti dall'allora sindaco di New York, dai massoni e dai soldi proveniente dai credenti di tutto il mondo. 
Il Vaticano, prima incredulo su Francesco Forgione, prima della sua morte gli fece firmare dei testamenti  in cui il "santo" lasciava tutti i "buisness", dall'ospedale ai soldi in eredità alla Chiesa di Roma. Poco dopo, incredibilmente, il Vaticano cambiò idea su San Pio e le sue stigmati.

Malore per un altro precario di Palermo in sciopero della fame




A Roma, e in tutta Italia, continua lo sciopero della fame dei precari delle scuole. Purtroppo, un altro dei partecipanti allo sciopero è stato ricoverato d'urgenza per disidratazione all'ospedale Santo Spirito di Roma. Giacomo Russo, questo è il nome del giovane ricoverato. Aveva deciso di portare le proteste da Palermo, direttamente a Roma, davanti alla sede della Camera dei Deputati insieme ad una sua collega, Caterina Altamore. Lo sciopero era partito lo scorso 16 agosto e, a Palermo, già un altro collaboratore  scolastico,  Pietro Di Grusa era stato ricoverato per un malore.
La protesta è partita contro le mancate conferme da parte del Ministero dell'Istruzione di migliaia di precari e collaboratori scolastici. E, mentre a Palermo continua il digiuno davanti alla sede dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Salvo Daltadonna, intanto la protesta si sta allargando in tutta Italia, soprattutto a Taranto e a Benevento.

vedi anche:

http://paranooyde.blogspot.com/2010/08/pietro-di-grusa.html

Pietro Di Grusa










Pietro Di Grusa, collaboratore scolastico di Palermo, è stato di nuovo ricoverato in ospedale dopo aver avuto un malore. Di Grusa già si era rifiutato più volte di prendere dei farmaci contro la cardiopatia di cui soffre. Aveva iniziato con altri precari di Palermo uno sciopero della fame dal 17 agosto per  protestare contro i tagli previsti dal governo. La scuola e l'università italiana, infatti, si apprestano a subire importanti riduzioni di budget dopo il varo della finanziaria. I tagli previsti dovrebbero lasciare a casa  20000 supplenti. Il digiuno è stato iniziato di fronte all'ufficio scolastico provinciale insieme con Salvatore Altadonna e Giacomo Russo.
Di Grusa adesso è tornato a casa e, su insistenza dei figli, ha deciso di interrompere per ora lo sciopero della fame.
Continua la crisi della scuola italiana che, da colonna  portante della nostra società, è stata relegata a rappresentare per il governo solo un inutile intralcio.

come un uomo sulla terra...




 dal sito: www.comeunuomosullaterra.blogspot.com

Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.

“Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. Il documentario si inserisce in un progetto di Archivio delle Memorie Migranti che dal 2006 l’associazione Asinitas Onlus, centri di educazione e cura con i migranti (www.asinitas.net) sta sviluppando a Roma in collaborazione con ZaLab (www.zalab.org), gruppo di autori video specializzati in video partecipativo e documentario sociale e con AAMOD – Archivio Audioviso Movimento Operaio e Democratico. Le attività della “scuola di italiano” Asinitas Onlus sono portate avanti con il sostegno della fondazione Lettera 27 e della Tavola Valdese. Il film è stato prodotto da Marco Carsetti e Alessandro Triulzi per Asinitas Onlus e da Andrea Segre per ZaLab. Si ringrazia per la collaborazione al progetto Mauro Morbidelli.

qui invece potete trovare un'intervista fatta ad Andrea Segre, il regista del documentario...

immota manet




Tutto cambia perchè nulla cambi. Eppure qualcosa a L'Aquila è cambiato. E'cambiata la città, o meglio non esiste più la città. Non esiste più il centro storico ancora sommerso dalle macerieed è cambiata la dinamica sociale.
Le famiglie vivono in posti diversi, vicino a gente diversa. Non esistono più i quartieri storici e ne sono nati di nuovi a Bazzano, Sassa e dintorni.
Il centro storico di L'Aquila non è più un borgo medievale con chiese, palazzi, biblioteche e piazze. E' un centro commerciale con negozi, bar, pizzerie e librerie.
Ma molte cose sono rimaste uguali al 6 aprile. I palazzi al centro sono identici ai palazzi sventrati alle 3.32 del 6 Aprile. Le macerie sostano ancora nelle piazze, nei vicoli e nelle strade. Tutte le case con danni gravi giacciono in coma in strade abbandonate. Pettino è ancora un cimitero di palazzi abbandonati. E' rimasta uguale l'Italia dove cannibali distruggono le vite degli altri e usano come sciacalli le sofferenze altrui.